Inebrianti News by Masque Milano

02 Set 2019

 

 

Quando il profumo è capace di rivelare la vera personalità, celata dietro la maschera…

Questa è l’affascinante ispirazione che ha dato origine a Masque Milano, nel 2010, ma quali sono le caratteristiche peculiari del sofisticato marchio Made in Italy, fondato da Alessandro Brun e Riccardo Tedeschi?

Senza ombra di dubbio, eleganza, eccellenza e flaconi gioiello, che hanno saputo riscuotere un enorme successo a livello internazionale, svelando un lato imprescindibile della profumeria artistica: contenuto di altissima qualità, racchiuso in “ampolle” ricercate e pratiche da utilizzare. Lo speciale flacone in vetro Bormioli – dal piccolo formato e dalle forme sinuose – difatti, non solo è gradevole dal punto di vista estetico, ma è anche in grado di conferire maggiore risalto e pregio alla fragranza racchiusa al suo interno. Indiscusso punto di forza, inoltre, l’atomizzatore, che nebulizza perfettamente l’armonia olfattiva prescelta, dando vita a una nebbia ultra-fine, che si posa dolcemente (e uniformemente) sulla pelle.

Eleganza minimale e ricercata, dunque, che si riflette appieno nella collezione di fragranze, tra cui spiccano due novità, che hanno saputo affascinare il pubblico di appassionati ed esperti del settore, durante la scorsa edizione di Esxence.

Kintsugi

Liberamente ispirato all’antica arte giapponese che ripara la ceramica in frantumi, incollandone i pezzi, uno ad uno, grazie a una lacca mista a metalli preziosi, Kintsugi racchiude al suo interno un’anima antica e moderna, al tempo stesso, rivelandosi un chypre contemporaneo, che vibra su pelle in modo inaspettato.

Il Naso Vanina Muracciole ha dato vita a un accordo insolito, che ricorda da vicino la composizione del chypre, pur distinguendosi dalla formulazione originaria: nell’incipit l’accordo salato, sapido e ambrato, evoca sensorialmente la porcellana non smaltata fondendosi alla perfezione con l’inebriante intensità dei Fiori di Magnolia, mentre, nel cuore, un accordo scamosciato, dagli evanescenti riflessi dorati, sublima dolcemente la Rosa di Grasse, incorniciata da Foglie di Violetta.

Sul finale, unitamente a note vanigliate e ambrate, fondamentale la presenza del Patchouli Coeur che – al pari della colla per il ceramista giapponese – è in grado di unire insieme i frammenti a sé stanti dell’originale composizione olfattiva: una materia prima estremamente pulita e ricercata, che si ottiene attraverso la tecnica della distillazione frazionata, consentendo di eliminare i sentori naturalmente canforati e muffati del Patchouli, esaltandone il cuore più puro.

Love Kills

Per concludere il terzo atto, che tratta fin dagli esordi dell’Amore in tutte le sue molteplici sfaccettature, il Naso Caroline Dumur propone un’armonia olfattiva solifleur, interamente dedicata all’eleganza maestosa della Rosa, fiore che più di ogni altro simboleggia la complessità e la bellezza di questo sentimento.

L’Amore entra in scena, dunque, per l’ultima volta, rappresentato magistralmente da una rosa scarlatta, che sboccia, inebriante, in tutto il suo splendore, posta in primo piano da materie prime d’eccezione, quasi interamente provenienti dalla prestigiosa libreria olfattiva LMR, Laboratoire Monique Remy:

– Olio Essenziale di Rosa Damascena Turca LMR
– Olio Essenziale di Geranio d’Egitto LMR
– Accordo “Love Skin”, dato da Assoluta di Ambretta LMR e Rose Oxyde
– Assoluta di Rosa Damascena Turca LMR
– Patchouli Indonesiano Distillazione Molecolare LMR
– Accordo “Love Scars”, dato da Olio Essenziale di Cedro, Accordo di Muschio Animalico e Ambrarome.

Il risultato che ne deriva? Una rosa magnifica – opulenta, inebriante, stordente – che alla fine, come ogni fiore, inesorabilmente, sfiorisce.
Tragica metafora olfattiva dell’Amore.

My Experience:

Masque Milano anche questa volta mette in scena vere e proprie scintille di vita che, come in una pièce teatrale, prendono vita una ad una: Kintsugi ammalia e stordisce grazie alla particolare complessità, data da materie prime a sé stanti unite insieme come piccoli frammenti di ceramica, mentre Love Kills inebria i sensi grazie alla dolcezza sontuosa della rosa, fino a una conclusione oscura e inaspettata: il tragico (animalico) finale.

Marina Donato

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